{"id":1068,"date":"2016-10-09T19:17:53","date_gmt":"2016-10-09T17:17:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/?p=1068"},"modified":"2016-10-09T19:17:53","modified_gmt":"2016-10-09T17:17:53","slug":"i-numeri-del-cancro-in-italia-il-rapporto-aiom-airtum-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/i-numeri-del-cancro-in-italia-il-rapporto-aiom-airtum-2016\/","title":{"rendered":"I numeri del cancro in Italia, il rapporto Aiom-Airtum 2016"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1069 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine-150x150.png\" alt=\"c_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine-150x150.png 150w, https:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine-300x300.png 300w, https:\/\/www.legambiente.bari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/C_17_notizie_2705_paragrafi_paragrafo_0_immagine.png 350w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Aumentano i nuovi casi di tumore fra le donne e diminuiscono fra gli uomini. Nel 2016 le italiane colpite dalla malattia sono 176.200 (erano 168.900 nel 2015): in particolare quest\u2019anno sono stati stimati 50.000 nuovi casi di tumore del seno (48.000 nel 2015), da ricondurre anche all\u2019ampiamento della fascia di screening mammografico in alcune Regioni, che ha prodotto un aumento significativo dell\u2019incidenza tra i 45 e i 49 anni.<br \/>\nPer gli uomini si assiste al fenomeno opposto, con 189.600 nuove diagnosi e un calo del 2,5% ogni 12 mesi (194.400 nel 2015): i big killer iniziano a far meno paura, in particolare le neoplasie del polmone, prostata, colon-retto e stomaco.<br \/>\nNel 2016 sono state stimate complessivamente pi\u00f9 di 365.000 nuove diagnosi di cancro: la neoplasia pi\u00f9 frequente \u00e8 quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (50.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.600).<br \/>\nSono questi alcuni dei dati che emergono da &#8220;I numeri del cancro in Italia 2016&#8221;, il censimento ufficiale dell\u2019<a title=\"collegamento a sito esterno Aiom\" href=\"http:\/\/www.aiom.it\/\">Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM<\/a> e dell\u2019<a title=\"collegamento al sito esterno Airtum\" href=\"http:\/\/www.registri-tumori.it\/cms\/\">Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM<\/a>, giunto alla sesta edizione e presentato il 27 settembre a Roma nell&#8217;Auditorium di Lungotevere ripa del Ministero della Salute in un convegno nazionale. [<a href=\"http:\/\/www.aiom.it\/C_Common\/Download.asp?file=\/$Site$\/files\/doc\/documenti_scientifici\/2016_i_numeri_del_cancro.pdf\">http:\/\/www.aiom.it\/C_Common\/Download.asp?file=\/$Site$\/files\/doc\/documenti_scientifici\/2016_i_numeri_del_cancro.pdf<\/a>]<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Il libro &#8211; spiega il Ministro Lorenzin nella prefazione &#8211; mette in luce la qualit\u00e0 del nostro sistema assistenziale: la sopravvivenza nel nostro Paese \u00e8 allineata alla media europea e per molti tipi di tumore \u00e8 superiore. Quello che veniva un tempo considerato un &#8220;male incurabile&#8221; \u00e8 divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si pu\u00f2 guarire o, comunque, con cui si pu\u00f2 convivere: sta diventando infatti sempre pi\u00f9 una malattia cronica, come altre, che consente alle persone colpite di avere una vita attiva e soddisfacente. Negli ultimi decenni si \u00e8 registrato un costante incremento della prevalenza di pazienti con storia di cancro in Italia: erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, sono aumentati sino a oltre tre milioni nel 2016. Le Istituzioni e i clinici devono essere in grado di rispondere alle esigenze di questi pazienti che guariscono o possono convivere a lungo con la malattia e che rivendicano il diritto di tornare a un\u2019esistenza normale. L\u2019utilizzo di questo volume potr\u00e0 rendere pi\u00f9 facile ed incisiva l\u2019azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ogni giorno circa 1.000 persone ricevono la diagnosi &#8211; spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM &#8211; \u00e8 un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualit\u00e0 di vita. Oggi le due neoplasie pi\u00f9 frequenti, quella della prostata negli uomini e del seno nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni che si avvicinano al 90%, con percentuali ancora pi\u00f9 elevate quando la malattia \u00e8 diagnosticata in stadio precoce. Risultati sicuramente incoraggianti&#8221;.<\/p>\n<h4>Differenze nel numero di nuovi casi tra Nord e Sud<\/h4>\n<p>Dai confronti nazionali il Rapporto conferma ancora una differenza nel numero di nuovi casi fra Nord e Sud. &#8220;Da un lato al meridione &#8211; sottolinea la prof.ssa Lucia Mangone<em>,<\/em> Presidente AIRTUM &#8211; persistono fattori protettivi che rendono ragione di una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall\u2019altro, la minore attivazione degli screening programmati al Sud spiega i valori di sopravvivenza che, per alcune sedi tumorali, rimangono inferiori a quelli registrati al Nord. I dati raccolti nel libro rispondono a elevati standard di qualit\u00e0 in termini di completezza e permettono di offrire una stima molto precisa dell\u2019incidenza anche nelle aree non coperte dai Registri Tumori e, quindi, di elaborare le proiezioni al 2016. Abbiamo dedicato inoltre un capitolo alle neoplasie rare che colpiscono ogni 12 mesi in Italia 89mila persone. La sopravvivenza a cinque anni \u00e8 pari al 55% rispetto al 68% dei tumori pi\u00f9 frequenti. Devono essere programmati percorsi dedicati per questi malati, perch\u00e9 sono numerosi i pazienti e le famiglie che, per la frammentazione delle competenze o in mancanza di punti di riferimento, sono spesso costretti a onerosi spostamenti con costi sociali elevati&#8221;.<\/p>\n<h4>Focus sul tumore della prostata<\/h4>\n<p>Per la prima volta un capitolo del volume approfondisce il ruolo del test per la determinazione dell\u2019Antigene Prostatico Specifico (PSA). &#8220;Agli inizi degli anni \u201890 l\u2019introduzione di questo esame ha modificato profondamente l\u2019epidemiologia del tumore della prostata \u2013 continua il prof. Pinto -. Il principale aspetto negativo dell\u2019esecuzione non controllata di questo test \u00e8 il rischio di sovradiagnosi, cio\u00e8 di individuazione di tumori che non avrebbero dato luogo a sintomi e non sarebbero stati diagnosticati a causa della loro lenta crescita. Uno studio condotto in Europa su 162.387 uomini ha evidenziato, grazie a questo test, una netta riduzione della mortalit\u00e0 per carcinoma prostatico, pari al 21%. Ma i risultati non sono sufficienti a giustificare un\u2019attivit\u00e0 di screening su tutta la popolazione. Non sono infatti evidenti effetti nella diminuzione dei decessi tra gli over 70 e servono strategie migliori per minimizzare sovradiagnosi e sovratrattamento e individuare i gruppi a rischio. Nel frattempo, gli uomini dovrebbero essere informati e avere accesso al test del PSA, se lo desiderano, dopo un\u2019attenta valutazione delle ricadute positive e negative e, soprattutto, dopo una valutazione medica&#8221;.<\/p>\n<h4>Screening per il tumore della cervice uterina<\/h4>\n<p>Nella sesta edizione dei &#8220;Numeri del cancro&#8221; \u00e8 approfondito anche il tema dello screening per il tumore della cervice uterina, uno pi\u00f9 frequenti nelle giovani donne (under 50), al 5\u00b0 posto con 2.300 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2016. Alcuni programmi di screening hanno sostituito il Pap-test con il test HPV (Human Papilloma Virus), nell\u2019ambito di progetti pilota o attivit\u00e0 di routine, a seguito della pubblicazione delle raccomandazioni del Ministero della Salute nel Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012.<br \/>\n&#8220;Il nostro Paese, primo in Europa insieme all\u2019Olanda, ha deciso di innovare questo programma di prevenzione dando indicazione ai decisori regionali di spostarsi verso l\u2019HPV come test primario dello screening cervicale \u2013 afferma la dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM -. \u00c8 un cambiamento che sta progressivamente prendendo piede: il test HPV viene proposto a partire dai 30-35 anni con intervallo quinquennale, mentre nella fascia di et\u00e0 precedente, fra i 25 e i 30 anni, si continuer\u00e0 a utilizzare il Pap-test con intervallo triennale. Numerosi studi hanno evidenziato una maggiore sensibilit\u00e0 del test HPV nell\u2019individuazione di lesioni tumorali rispetto al Pap-test. Attualmente in Europa diversi documenti di indirizzo lo propongono come test primario e in Italia questo protocollo \u00e8 al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per la sua adozione a livello nazionale. Diverse Regioni hanno gi\u00e0 rivisto in questo senso i programmi di screening anche in funzione di una maggiore efficienza&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumentano i nuovi casi di tumore fra le donne e diminuiscono fra gli uomini. 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